Principali titoli edilizi

TITOLI EDILIZI PER OGNI TIPOLOGIA DI INTERVENTO

CILA (Comunicazione Inizio Attività Edilizia)

Presentata ai sensi dell’art. 6 bis del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, per le seguenti opere:

  • interventi di manutenzione straordinaria (art.3, comma 1, lett. b) del d.P.R. 380/2001), qualora tali opere non riguardino parti strutturali dell’edificio;
  • interventi di restauro conservativo (art.3, comma 1, lett. c) del d.P.R. 380/2001), qualora tali opere non riguardino parti strutturali dell’edificio;
  • interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
  • opere termporanee per attività di ricerca nel sottosuolo;
  • movimenti di terra non strettamente pertinenti all’attività agricola;
  • serre mobili stagionali funzionali all’attività agricola;
  • realizzazioni di pertinenze minori non qualificati come nuove costruzioni ovvero che comportino un aumento inferiore al 20% del volume dell’edificio principale;
  • altro intervento non riconducibile all’elenco di cui agli artt. 6, 10 e 22 del d.P.R. 380/2001.

Tuttavia, per ogni tipo di opera che si voglia eseguire, far riferimento all’elenco attività di cui alla Tabella A, sez. II, d.lgs. 25 novembre 2016, n. 222 (decreto SCIA 2)

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SCIA (Segnalazione Certificata Inizio Attività)

Presentata ai sensi dell’art. 22 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, per le seguenti opere:

  • interventi di manutenzione straordinaria “pesante” (art.3, comma 1, lett. b) del d.P.R. 380/2001), qualora tali opere riguardino parti strutturali dell’edificio;
  • interventi di restauro conservativo “pesante” (art.3, comma 1, lett. c) del d.P.R. 380/2001), qualora tali opere riguardino parti strutturali dell’edificio;
  • interventi di ristrutturazione “leggera” (art.3, comma 1, lett. d) del d.P.R. 380/2001) che portino ad avere un edificio in tutto o in parte diverso dal precedente, ad esclusione dei casi di cui all’art.10, comma 1, lettera c) del d.P.R. 380/2001;
  • varianti in corso d’opera a permessi di costruire, di cui all’art.22, comma 2 e 2-bis del d.P.R. 380/2001 che: – non incidano sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, – non comportino mutamento urbanistico rilevante della destinazione d’uso, – non modifichino la categoria edilizia, – non alterino la sagoma dell’edificio se sottoposto a vincolo, – non violino eventuali prescrizioni del permesso di costruire, – che non presentino caratteri di variazione essenziale;
  • sanatoria dell’intervento realizzato, conforme alla disciplina urbanistico-edilizia vigente sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della segnalazione, ai sensi dell’art.37, comma 4 del d.P.R. 380/2001.

Tuttavia, per ogni tipo di opera che si voglia eseguire, far riferimento all’elenco attività di cui alla Tabella A, sez. II, d.lgs. 25 novembre 2016, n. 222 (decreto SCIA 2)

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SCIA alternativa (Segnalazione Certificata Inizio Attività)

Presentata ai sensi dell’art. 23 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, per le seguenti opere:

  • interventi di ristrutturazione (art.3, comma 1, lett. d) del d.P.R. 380/2001) che portino ad avere un edificio in tutto o in parte diverso dal precedente, che comportino modifiche alla volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti, ovvero che, limitatamente agli immobili posti in zone omogenee A, comportino mutamento della destinazione d’uso, nonchè interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincolo;
  • interventi di nuova costruzione o ristrutturazione urbanistica qualora disciplinati da piani attuativi che contengano precise indicazioni di disposizioni plano-volumetriche, tipologie, ecc…;
  • interventi di nuova costruzione qualora in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche;
  • altri interventi individuati dalla legislazione regionale.

Tuttavia, per ogni tipo di opera che si voglia eseguire, far riferimento all’elenco attività di cui alla Tabella A, sez. II, d.lgs. 25 novembre 2016, n. 222 (decreto SCIA 2)

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PdiC (Permesso di costruire)

Presentato ai sensi dell’art. 20 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380, per le seguenti opere:

interventi di nuova costruzione (art.3, comma 1, lett. e) del d.P.R. 380/2001), quali:

  • costruzione manufatti edilizi fuori ed entro terra;
  • urbanizzazioni primarie e secondarie realizzate da soggetti diversi dal Comune;
  • realizzazione infrastrutture ed impianti;
  • installazione di torri e tralici;
  • installazione di manufatti leggeri;
  • interventi pertinenziali che siano qualificati come nuove costruzioni ovvero che comportino la realizzazione di un volume superiore al 20% del volume dell’edificio;
  • realizzazione di depositi merci o materiali;
  • interventi di trasformazione urbanistica;

interventi di ristrutturazione urbanistica;

interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente e che comporti modifiche alla volumetria esistente o ai prospetti, o che comportino mutamento della destinazione d’uso per edifici compresi nelle zone omogenee A, o che comportino modifiche alla sagoma di immobili sottoposti a vincolo;

interventi assoggettati a SCIA per i quali è facoltà dell’avente titolo richiedere il rilascio del permesso di costruire;

varianti a permessi di costruire comportanti modifica della sagoma in centro storico;

mutamenti della destinazione d’uso avente rilevanza urbanistica;

interventi realizzati in assenza di permesso di costruire o SCIA (nell’ipotesi di art.23 del d.P.R. 380/2001), o in difformità da questi, qualora le opere eseguire siano conformi alla disciplina urbanistica edilizia vigente sia al momento della realizzazione delle stesse, sia al momento della presentazione della richiesta.

Tuttavia, per ogni tipo di opera che si voglia eseguire, far riferimento all’elenco attività di cui alla Tabella A, sez. II, d.lgs. 25 novembre 2016, n. 222 (decreto SCIA 2)

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  • Richiesta di autorizzazione paesaggistica ordinaria ai sensi dell’art.146 del Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n.42 (Decreto Urbani)
  • Richiesta di autorizzazione paesaggistica semplificata così come prevista dal d.P.R. del 13 febbraio 2017, n.31, per quelle opere definite di “lieve entità” elencate nell’Allegato B del d.P.R. stesso
  • Richiesta di autorizzazione all’allaccio e allo scarico di acque reflue domestiche nella rete fognaria comunale
  • Richiesta di autorizzazione allo scarico di acque reflue domestiche sul suolo, negli strati superficiali del sottosuolo o in corpi idrici superficiali

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